STORIA DELLO SCAUTISMO A NISCEMI


Era l’anno 1967 quando un gruppo di ragazzi di Niscemi tutti provenienti dall’Azione Cattolica di Padre Martorana (Parrocchia Matrice), stanchi di biliardini, monopoli e ambienti chiusi e fumosi e colmi di spirito d’avventura, guidati dal giovane  Vincenzo Ettore Buscemi (allora studente universitario a Palermo) diedero vita al Primo gruppo Scout a Niscemi. Nell’estate dello stesso anno gli scout organizzarono e realizzarono, sempre sotto la guida del dott. Buscemi il primo campo di scout Niscemese nell’isola di Ustica. L’esperienza  fu per loro come quella vissuta dai primi ragazzi esploratori  di B.P. nell’isola di BROWNSEA. La fondazione ufficiale del Reparto esploratori  risale al 28 ottobre 1967 quando l’allora commissario provinciale dell’A.S.C.I. - Esploratori d’Italia diede ufficialmente l’autorizzazione all’apertura. Da quel momento nacque quello che era un primo tentativo di avviare lo scautismo nella nostra città. I colori scelti per il foulard (che tutti gli scout portano attorno al collo)  furono il verde e il rosso colori anche della città di Niscemi, gli scout erano così nati.
Certo le difficoltà iniziali erano grandi. In primo luogo quella di dover affrontare in pantaloncini una cultura restia ad aprirsi alle novità. In secondo luogo la difficoltà di farsi accettare in ambienti ecclesiali come l’Oratorio della Parrocchia Matrice dove gli scout erano nati.
Gli scout venivano allora chiamati comunemente dalla gente “Voi Scausi” o “Voi Scarchi” o designati con altri aggettivi non certo belli ed incoraggianti.

Dice il dott. Buscemi che abbiamo interpellato : “...in un ambiente che, all'epoca dei fatti, non si muoveva se non per criticare o mettere il bastone fra le ruote di chi, invece, voleva muoversi ...” Ciò nonostante si formò un bel gruppetto di ragazzi, tutti maschi, perché non era stato ancora avviato lo scautismo femminile, che si entusiasmava a vivere l’esperienza scout. Gli scout cambiarono spesso sede soprattutto per il fatto che era difficile fare accettare la bontà del metodo educativo. Ad esempio era impensabile coniugare assieme catechismo e scautismo e quindi non tutti i Parroci di allora riuscivano a vedere di buon occhio il metodo scout. E poi lo stesso metodo era stato creato da un Protestante (Anglicano) quale era Robert Baden Powell. L’assistente spirituale era l’allora giovane prete Don Giuseppe Giugno che entusiasta delle novità introdotte dal Concilio Vaticano Secondo vedeva nello scautismo un ottimo mezzo educativo e formativo e ne auspicava la diffusione. Poco accettato nelle varie Parrocchie  il gruppetto di scout si trovò a cambiare spesso sede.

Nel gennaio del 1971  lo scautismo Niscemese,  si  spinse al di là del confine parrocchiale per affermare la sua indipendenza confessionale. La prima Sezione del CNGEI veniva aperta a Niscemi nel gennaio del 1971 in un locale angusto di  via Mazzini 74, la cui proprietaria, la maestra Disca,  lo aveva ceduto in affitto, in cambio di un canone simbolico. Il responsabile della Sezione era lo stesso Dott. Vincenzo Buscemi, il quale ci ha detto: Pur non essendo  in disaccordo col clero locale - tanto è vero che gli scout  cattolici del CNGEI venivano assistiti dal Sac. Di Pietro - il mio programma era quello di far  crescere un gruppo di ragazzi che potessero ispirarsi, al modello fondamentale dello scautismo mondiale, senza, per questo, confliggere con gli scout dell'ASCI. Ero convinto che lo scautismo non poteva essere  musulmano o cristiano, o altro; ma semplicemente un movimento di fratellanza universale  che  fa del suo meglio per aiutare il prossimo in ogni circostanza  e osservare la legge scout. I giovani esploratori del CNGEI di Niscemi avevano capito che bisognava crescere nell'indipendenza per potere affermare il principio della libera scelta che poteva anche significare collaborazione con i fratelli scout dell'ASCI i quali, come qualcuno ricorderà, avevano libero accesso nei locali del CNGEI, partecipando, talora, alle attività organizzate da quest'ultimo. Le adesioni furono numerose, sia da pate dei ragazzi sia dei loro genitori. Venne costituito un Comitato Patrocinatore presieduto dal Prof. Giuseppe Vicari, padre di due esploratori (Gaetano e Maurizio, oggi affermati professionisti). L'attività che venne svolta nel "71, in carenza di capi e con un numero di ragazzi che, in alcune occasioni, superava il centinaio (vedi campo estivo del ''71 in contrada Stizza assieme ad una Sezione di Palermo e ad alcuni ragazzi di Reggio Calabria)  fu estenuante. I collaboratori più stretti furono (oltre a Francesca Buscemi che guidava il gruppo femminile delle Scolte) i fratelli Gaetano e Maurizio Vicari, Piero Rizzo, Renato Ragusa, Giuseppe Cutrona, Francesco Bartoluccio. Grazie a questi collaboratori che non erano dei capi (educatori) ma che in mancanza di capi dovevano far da capi per potere governare tanti ragazzi, è transitata da Niscemi anche l'esperienza dello scautismo laico. Esperienza durata appena due anni, che sono tanti se si considera che tutto è avvenuto in carenza di capi. Dal punto di vista religioso gli scout del CNGEI erano quindi molto attivi nella Chiesa di Sant'Antonio, guidata dall’allora sacerdote don Giuseppe Di Pietro. I colori scelti per il foulard erano l’arancio e il blu. Il dott. Buscemi partecipava nell’Agosto del 1971 al campo scuola Scout-Master presso la Scuola-Capi del CNGEI, diretta allora dal Prof. Antonio Viezzoli, insegnante e pedagogista, ad Opicina (Trieste). L’esperienza G.E.I. si concludeva improvvisamente dopo appena due anni e non senza rimpianti da parte dei ragazzi, dei genitori e dei giovani capi che avevano aderito all’iniziativa. I motivi di tale improvvisa chiusura delle attività furono vari. Ma il principale fu il trasferimento del dott. Buscemi per lavoro a Cuneo dove ora svolge la professione di Medico Chirurgo.

FONDAZIONE DEL GRUPPO

FONDAZIONE DELLA SEZIONE

 

Sezione Scout di Niscemi “Baden-Powell” via G. Tomasi di Lampedusa, 1 c.a.p. 93015 Niscemi (CL) - cngei.niscemi@scautismo.net

pagina principaleindex.html